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Rottamazione-quinquies 2026: come funziona la definizione agevolata dei debiti con gli enti locali

Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà possibile presentare domanda per aderire alla Rottamazione-quinquies dedicata ai debiti con gli enti locali che hanno aderito alla misura. L’agevolazione permette, in presenza dei requisiti previsti, di regolarizzare determinate posizioni debitorie beneficiando dell’esclusione di sanzioni, interessi e aggio, secondo quanto stabilito dalla normativa.

Tra i debiti potenzialmente interessati possono rientrare quelli relativi a IMU, TARI, bollo auto e multe stradali, ma l’effettiva possibilità di aderire dipende dalla tipologia del debito e dall’ente coinvolto.

Vediamo chi può beneficiare della misura, quali debiti sono interessati e come presentare la domanda.

Che cos’è la Rottamazione-quinquies?

La Rottamazione-quinquies è una misura di definizione agevolata che consente ai contribuenti di regolarizzare determinati debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando le somme previste dalla normativa senza alcune componenti aggiuntive del debito.

La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e riguarda diverse categorie di carichi. Tra queste rientrano anche i debiti verso gli enti locali che hanno deliberato l’adesione alla procedura.

L’obiettivo è offrire ai contribuenti una possibilità per sistemare le proprie pendenze, riducendo l’importo da versare rispetto a quello originariamente richiesto, quando sussistono i requisiti previsti.

È importante, tuttavia, distinguere la Rottamazione-quinquies ordinaria dalla procedura dedicata ai tributi e alle entrate degli enti locali: quest’ultima presenta condizioni specifiche e si applica soltanto ai debiti che rientrano nel suo ambito.

Quali debiti possono rientrare nella definizione agevolata?

La procedura dedicata agli enti locali può interessare diverse tipologie di debiti, tra cui:

  • IMU: imposta municipale propria;
  • TARI: tassa sui rifiuti;
  • Bollo auto: tributo automobilistico;
  • Multe stradali: sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada;
  • Altre entrate locali: ulteriori debiti tributari o non tributari, se ricompresi nella misura adottata dall’ente interessato.

Non tutti i debiti di queste categorie possono essere automaticamente rottamati.

Per accedere all’agevolazione è necessario verificare che il debito rientri nell’ambito previsto dalla normativa, che sia stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo ammesso e che l’ente competente abbia aderito alla procedura.

In particolare, la misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge.

Restano fuori dalla procedura i tributi locali gestiti direttamente dal Comune o affidati a concessionari privati, quando non rientrano nell’ambito della misura.

Quali vantaggi offre la Rottamazione-quinquies?

Il principale vantaggio della definizione agevolata è la possibilità di estinguere il debito senza dover corrispondere alcune somme aggiuntive, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa.

In particolare, per i debiti ammessi alla procedura, possono essere esclusi:

  • sanzioni;
  • interessi;
  • interessi di mora;
  • aggio, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile.

Per le multe stradali e le altre sanzioni amministrative non tributarie, invece, l’agevolazione riguarda specificamente gli interessi e le somme previste dalla legge, senza comportare necessariamente l’annullamento della sanzione principale.

Di conseguenza, l’importo da pagare può variare in base alla natura del debito.

Prima di presentare la domanda è quindi importante verificare la propria posizione debitoria e calcolare le somme effettivamente dovute.

Quali sono le scadenze per presentare la domanda?

Per la Rottamazione-quinquies dedicata agli enti locali, la finestra temporale per presentare le domande è prevista dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.

Prima di procedere, è fondamentale controllare che il proprio debito rientri nella misura e che l’ente interessato abbia aderito.

Ecco le principali date da ricordare:

ScadenzaCosa sapere
16 ottobre 2026Apertura della finestra per presentare le domande.
15 dicembre 2026Termine previsto per l’invio della richiesta di adesione.
28 febbraio 2027Termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunica le somme dovute.
31 marzo 2027Termine previsto per il pagamento in un’unica soluzione.

In alternativa al pagamento in un’unica soluzione, la normativa prevede la possibilità di rateizzare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali, secondo il piano applicabile.

Le modalità di presentazione della domanda e le istruzioni operative devono essere verificate attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Come verificare se il proprio Comune ha aderito?

Non tutti gli enti locali applicano automaticamente la definizione agevolata.

Per poter beneficiare della misura è necessario che l’ente interessato abbia adottato il provvedimento previsto dalla normativa e che il debito rientri tra quelli ammessi.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco degli enti che hanno comunicato la propria adesione. Tra questi figurano anche enti della Campania.

Per sapere se il proprio Comune ha aderito e se il debito può essere incluso nella procedura, è possibile consultare il sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Non è sufficiente avere una cartella relativa a IMU, TARI o bollo auto: occorre verificare anche chi gestisce la riscossione e se la specifica posizione debitoria è ammissibile.

Come presentare la domanda di definizione agevolata?

La procedura prevede la presentazione telematica della richiesta di adesione, secondo le modalità indicate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Prima dell’invio è consigliabile:

  1. Verificare la propria situazione debitoria, individuando le cartelle e gli avvisi che potrebbero rientrare nella misura.
  2. Controllare l’adesione dell’ente locale, accertandosi che il Comune o l’ente competente abbia adottato il provvedimento previsto.
  3. Verificare i requisiti di ammissibilità, considerando la tipologia del debito e il periodo di affidamento alla riscossione.
  4. Presentare la domanda entro il termine previsto, seguendo le istruzioni ufficiali.
  5. Controllare gli importi comunicati e rispettare le scadenze di pagamento, scegliendo la modalità più adatta alla propria situazione.

Un controllo preliminare può aiutare a evitare errori e a comprendere con maggiore precisione quali debiti possono beneficiare dell’agevolazione.