Nel 2026 l’Assegno Unico Universale (AUU) si aggiorna con la rivalutazione ISTAT. L’importo massimo sale a circa 204,40 € per ISEE fino a 17.500 €, mentre quello minimo arriva a circa 58,50 €. Sono previste modifiche alle soglie ISEE e alle maggiorazioni per famiglie numerose e figli con disabilità. Non è necessaria una nuova domanda per ricevere l’assegno, ma è obbligatorio presentare il nuovo ISEE 2026 entro febbraio per evitare di percepire l’importo minimo.
Cos’è l’Assegno Unico Universale
L’Assegno Unico e Universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico, attribuito per ogni figlio:
- fino al compimento dei 21 anni, al ricorrere di determinate condizioni;
- senza limiti di età per i figli con disabilità.
È definito “unico” perché mira a semplificare e potenziare gli interventi a sostegno della genitorialità e della natalità, e “universale” perché garantisce una misura minima a tutte le famiglie, anche senza ISEE o con ISEE superiore alla soglia di 45.939,56 €.
A chi è rivolto
L’Assegno spetta alle famiglie che hanno:
- figli minorenni a carico, compresi i nuovi nati dal settimo mese di gravidanza;
- figli maggiorenni a carico fino a 21 anni, che frequentino un corso di formazione, tirocinio, università, svolgano un’attività lavorativa con reddito inferiore a 8.000 € annui, siano disoccupati in cerca di lavoro o svolgano il servizio civile universale;
- figli con disabilità, senza limiti di età.
Cosa cambia nel 2026
Rivalutazione ISTAT
Gli importi e le soglie ISEE vengono aggiornati automaticamente in base all’inflazione.
Importi
- Importo massimo: circa 204,40 € per ISEE fino a 17.500 €
- Importo minimo: circa 58,50 €
Soglie ISEE
Le fasce di reddito vengono adeguate, con la soglia per il massimo dell’importo che sale a circa 17.500 €.
Maggiorazioni
Gli importi extra per figli disabili, nuclei numerosi e madri giovani aumentano.
Come funziona
L’Assegno è erogato in base alla fascia ISEE del nucleo familiare. L’importo può essere corrisposto con decorrenza retroattiva anche a chi non possiede ancora un ISEE, purché venga attestato entro il 30 giugno.
In assenza di ISEE o con ISEE superiore a 45.939,56 €, sono garantiti gli importi minimi previsti dalla normativa.
Modalità di presentazione dell’ISEE
- Rivolgendosi a CAF o intermediari abilitati
- Tramite il Portale ISEE sul sito INPS, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS
Quanto spetta
L’importo dell’Assegno dipende dall’ISEE del nucleo familiare, dall’età dei figli e da altre condizioni specifiche:
- Quota variabile progressiva: da 201 € per ciascun figlio minore con ISEE fino a 17.227,33 € a 57,5 € per figli senza ISEE o con ISEE pari o superiore a 45.939,56 €.
- Maggiorazioni previste per: nuclei numerosi, madri under 21, figli disabili, figli con meno di un anno, nuclei con più figli e ISEE fino a 45.939,56 €.
- Quota aggiuntiva per compensare eventuali perdite rispetto ai valori teorici dell’Assegno precedente.
Modalità di pagamento
- Accredito su conto corrente bancario o postale
- Libretto di risparmio con IBAN
- Carta di credito o debito con IBAN
- Bonifico domiciliato presso sportello postale
Domanda e requisiti
L’Assegno è rivolto a tutte le categorie di lavoratori: dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati.
Requisiti principali: cittadinanza o permesso di soggiorno valido, residenza in Italia, pagamento dell’imposta sul reddito, possesso dei requisiti di residenza o contratto di lavoro di almeno sei mesi.
Quando fare domanda
- La domanda può essere presentata da uno dei genitori, dal tutore o dai figli maggiorenni stessi.
- Le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno spetteranno con arretrati a partire da marzo; dopo il 30 giugno, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda.
- Chi ha già una domanda attiva non deve presentare una nuova richiesta: l’INPS aggiornerà automaticamente gli importi.
Scadenze 2026
- Presentazione ISEE entro il 28 febbraio per ricevere l’importo corretto a partire da marzo
- Presentazione ISEE entro giugno per recuperare eventuali arretrati
- Nuovi importi visibili da febbraio 2026, con arretrati di gennaio pagati a marzo




