Decreto Ristori bis: misure e novità del testo approvato

Ecco le misure previste dal cd. Decreto Ristori bis in attesa che venga reso pubblico il testo definitivo ed ufficiale: una panoramica delle nuove agevolazioni fiscali e del lavoro in favore di cittadini, professionisti ed imprese.

Decreto Ristori bis, il provvedimento ottiene l’approvazione del Consiglio dei Ministri nella notte tra il 6 e il 7 novembre 2020, ma non esiste ancora un testo ufficiale e definitivo.

Il decreto mobilita circa 2,5 miliardi di euro e prevede nuove misure per bilanciare gli effetti delle nuove restrizioni.

Tra le novità c’è l’estensione dei contributi a fondo perduto per nuove attività e il rifinanziamento di congedi e bonus baby sitter.

Viene riproposto il bonus affitti per le attività chiuse nelle zone rosse e vengono sospesi i pagamenti relativi all’IVA per il mese di novembre, per tutte le attività interessate dalla serrata.

Tra le misure di sostegno per le attività delle zone rosse è prevista la cancellazione della seconda rata dell’IMU.

Viene inoltre stabilita la sospensione dei contributi INPS relativi al mese di novembre.

Vediamo quali sono le principali misure.

 

Decreto Ristori bis, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri cosa prevede? Le principali novità

In attesa della pubblicazione del testo del decreto Ristori bis in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento approvato dal Governo nella notte tra il 6 e il 7 novembre 2020 prevede diversi interventi per aiutare le attività coinvolte dalle nuove chiusure.

Così come gli interventi restrittivi, anche i nuovi “ristori” vengono modulati a seconda della gravità della situazione del emergenza epidemiologica sul territorio: le maggiori misure di supporto riguardano quindi le regioni che fanno parte della zona rossa.

Nel nuovo decreto Ristori bis sono previsti anche interventi per il potenziamento del sistema sanitario con assunzioni a tempo determinato di 100 medici e infermieri militari e la conferma fino al 31 dicembre di 300 medici e infermieri per l’INAIL.

La misura inoltre estende la platea dei contributi a fondo perduto, aggiungendo le attività interessate dalle chiusure ma rimaste escluse dal primo decreto Ristori.

Viene inoltre prevista la sospensione dei contributi INPS a carico dei datori di lavoro per un periodo di tempo diverso a seconda del colore della regione.

Per venire incontro alle regioni che potrebbero in futuro essere interessate da ulteriori chiusure viene istituito un apposito fondo per nuovi contributi.

Vengono riproposte le misure del bonus affitti, dei congedi e del bonus baby sitter e la sospensione dei versamenti IVA per il mese di novembre.

Sono inoltre previsti contributi specifici per il terzo setto e per la filiera agricola, per quella della pesca e dell’acquacoltura.

Decreto Ristori bis: l’estensione della platea contributi a fondo perduto per le partite IVA

Nel decreto Ristori bis è prevista un’estensione delle attività che avranno diritto ai contributi a fondo perduto, rispetto alla platea del primo decreto Ristori.

Per alcune attività già inserite tra i destinatari del contributo, che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato del 50%.

È previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle regioni rosse, ossia caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità.

L’erogazione del contributo seguirà la stessa procedura utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per i fondi previsti dal Rilancio e per quelli introdotti dal decreto Ristori.

L’importo del beneficio è variabile e dipende dal settore dell’attività.

Stando a quanto previsto dalla bozza del decreto Ristori bis, precedente all’approvazione del testo in Consiglio dei Ministri, il ristoro passa dal 150% al 200% per le seguenti attività delle zone rosse e arancioni:

  • bar;
  • pasticcerie;
  • gelaterie.

Tra i codici ATECO contenuti nella bozza, che estendono la platea dei contributi a fondo perduto compaiono anche i negozi, tra i quali quelli di abbigliamento, gli ambulanti, gli estetisti e le altre attività di servizi alla persona e agli animali.

Se fosse stato riconfermato quanto previsto nella bozza, inoltre, avrebbero un contributo al 100% anche altre attività tra le quali i bus turistici, i negozi di bomboniere e corsi di danza.

Arriverebbero al 200% anche biblioteche e musei.

Decreto Ristori bis: il nuovo bonus affitti

La nuova misura approvata dal Consiglio dei Ministri estende alle nuove attività con i codici ATECO che danno diritto ai contributi a fondo perduto il bonus affitti.

Per i soggetti che operano nelle regione rosse, secondo quando indicato nell’ultimo dpcm, viene esteso quanto previsto dal primo decreto Ristori.

Tali attività avranno quindi diritto ad un credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato.

Viene riconfermata la misura del credito di imposta: sarà pari al 60% dell’affitto.

Il periodo di riferimento per il nuovo bonus affitti sarà quello compreso tra ottobre e dicembre: in altre parole sono interessate le mensilità di ottobre, novembre e dicembre.

Decreto Ristori bis: la sospensione dei versamenti

Nella nuova misura del Governo viene anche approvata la sospensione dei versamenti.

Per i soggetti che esercitano attività interessate dalla chiusura è stabilita la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre.

Stando alla bozza del provvedimento le attività che ne avranno diritto sono quelle sospese in tutto il territorio nazionale dal nuovo Dpcm del 3 novembre e quelle che dovranno chiudere nelle zone rosse.

Per i versamenti ci sarà tempo fino al 16 marzo 2021.

Decreto Ristori bis: la cancellazione della seconda rata dell’IMU

Per le attività individuate dalla lista aggiornata dei codici ATECO dell’allegato 1 è prevista la la cancellazione della seconda rata dell’IMU.

Hanno diritto all’esonero dell’imposta solo le attività che operano nelle regioni che si trovano all’interno della zona rossa.

I gestori delle attività devono inoltre essere proprietari dei relativi immobili in cui la stessa sarebbe stata svolta.

Nel comunicato del Consiglio dei Ministri del 7 novembre 2020 viene ribadito che possono avere diritto all’agevolazione solo le attività che delle regioni:

caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.

 

Decreto Ristori bis: la sospensione dei contributi INPS

Anche per quanto riguarda la sospensione dei contributi INPS si deve fare riferimento alla lista delle attività indicate dal decreto Ristori.

In questo caso tuttavia la misura viene graduata a seconda della gravità della situazione coronavirus nel territorio di riferimento.

Per tutte le attività, comprese quelle che operano nelle regioni classificate come gialle, è prevista la sospensione dei contributi INPS dovuti dai datori di lavoro per il mese di novembre.

Per le attività delle zone arancioni e rosse, invece, l’agevolazione è estesa anche al mese di dicembre 2020.

Decreto Ristori bis, soggetti ISA: rinviati gli acconti IRES e IRAP

Il rinvio degli acconti IRES ed IRAP previsto nel decreto Ristori bis riguarda coloro che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, ovvero i soggetti ISA.

Tali soggetti devono essere operanti nelle regioni rosse, ossia le aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.

Viene prevista la proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte.

Viene dunque superato il requisito reddituale richiesto in precedenza per avere diritto alla proroga.

 

Decreto Ristori bis: bonus baby sitter e congedo straordinario

Nelle aree in cui è prevista la sospensione delle attività scolastiche delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado viene riproposto il bonus baby sitter.

Nelle regioni rosse si potrà richiedere un buono di 1.000 nei casi in cui il lavoro dei genitori non potrà essere svolto in modalità agile.

Ai lavoratori dipendenti è previsto un congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile.

L’agevolazione è prevista anche per le famiglie con disabili, senza limiti di età, nei casi di chiusura delle scuole o dei centri diurni.
Decreto Ristori bis: le misure per il terzo settore

All’interno dei nuovi interventi del Governo sono previste specifiche misure per il terzo settore.

Viene previsto un fondo straordinario per sostenere i soggetti in questione:

  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni di promozione sociale;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Tali soggetti, infatti, non rientrano tra i beneficiari del contributo a fondo perduto

Decreto Ristori bis: gli interventi per la filiera agricola, della pesca e dell’acquacoltura

Il decreto Ristori bis prevede inoltre interventi per la filiera agricola e per quella della pesca e dell’acquacoltura.

I destinatari sono le imprese previste nel primo decreto Ristori e attive nei settori indicati.

Per tali soggetti è prevista la totale decontribuzione per il mese di dicembre 2020.

Questa e le altre misure sono state rese note attraverso il comunicato stampa numero 72 del Consiglio dei Ministri del 7 novembre 2020.

Tuttavia dovranno trovare conferma nel testo in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Fonte: informazionefiscale.it

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